Non scrivo più nel mio blog da una vita..ma d'altronde io scrivo solo quando ho l'ispirazione giusta.
Mia figlia BH ha 1 anno e 8 mesi (quasi 9) e abbiamo pensato che fosse l'ora di mandarla all'asilo nido. So che sull'argomento ci sono diverse opinioni, c'è chi è contrario e chi è favorevole.. ho avuto l'opportunità di lavorare in due nidi diversi per 6 anni e per cui posso dire che sono convinta dell'idea che l'asilo nido sia un'esperienza costruttiva e bella per un bambino. Vedendo anche mia figlia mi rendo conto che ha bisogno di nuovi stimoli che ora come ora a casa non può avere; ha bisogno di imparare ad interagire con altri bambini, ovviamente tutto in un ambiente sano e familiare.
Così qualche mese fa è partita la mia ricerca degli asili nido ben consapevole che non sono proprio come in Italia.. si insomma diciamocelo, la cultura è molto diversa.. dal punto di vista igenico, nei nidi non si cambiano le scarpine ai bambini, non si porta l'asciugamano o la bavaglia.. è tutto molto più spartano; dal punto di vista alimentare ovviamente è diverso: non si mangia frutta e biscotti alla mattina, ma pane e formaggio, hummus e uova.. insomma ben consapevole di queste cose, sapendo anche che mia figlia è israeliana e come tale crescerà, ho cercato un posto che mi piacesse. Alla fine ho trovato un nido che mi sembrava molto carino, con ampi spazi e la prospettiva della direttrice che seguivano il metodo di Reggio Emilia, uno dei metodi educativi migliori al mondo. Dopo mesi era arrivato finalmente il momento dell'inizio.. il primo settembre era alle porte e devo dire che mi sentivo emozionata e pronta.. così il primo settembre ho portato Ruth con il suo zainetto verso il suo nido e in quei 10 minuti di strada ho pensato a quando ero tornata dall'ospedale con lei appena nata e a tutti i momenti passati insieme.. insomma non è facile per una mamma staccarsi dal proprio pulcino! D'altronde prima o poi bisogna farlo e ogni mamma secondo il suo istinto sa quando è il momento giusto, se lo deve sentire dentro ed essere ben convinta per poter affrontare il tutto con tranquillità, senza trasmettere troppe ansie al figlio, pur sapendo che non sarà facile per entrambi. E qui arriva lo shock.. arrivo al nido con questi pensieri nella mente e mi ritrovo in una stanza piena di giochi e piena di bambini con mamme.. e comincio a contare.. uno, due.. e perdo il conto. E mi dico.. no non può essere che tutti questi bambini siano inseriti insieme contemporaneamente. Quando entriamo la ganenet (l'educatrice) ci dice: come si chiama la bambina? Ruth rispondo io. fa un sorriso, le appiccica addosso un'etichetta colorata con su scritto "benvenuta al nido". E così nella confusione generale che diventa sempre più confusa Ruth gioca un po' con i giochi che trova. Io la guardo e rimango allibita a vedere tutti quei bambini nuovi insieme con le mamme. Ovviamente con tutta quella confusione non capisco neanche chi siano le altre educatrici, nessuno mi chiede niente su Ruth, sembra di essere al parco giochi dove ogni mamma fa giocare i proprio bambino. E' assurdo penso.. mi vengono in mente i nostri inserimenti quando arriva il primo giorno un bambino nuovo ed è accolto dall'educatrice.. che chiede alla mamma un po' di informazioni e sta dietro al bambino che gioca, cerca di farsi conoscere e di instaurare un rapporto con il nuovo arrivo e con la mamma. Penso.. va bene vediamo cosa succede. Dopo 3 quarti d'ora di idifferenza totale la ganenet porta la merenda e ognuno si arrangia a darla da mangiare, Ruth neanche è interessata e continua a giocare. Dopo un altro quarto d'ora la ganenet e le sue assistenti dicono di mettersi a sedere tutti in cerchio con le sedie.. i bambini sono tanti (30) e la confusione è al limite, io ho già un mal di testa terribile. Ruth non vuole sedersi non è interessata, per lei è come essere al parchetto. In quella confusione la ganenet canta una canzone con un pupazzo, nell'indifferenza dei bambini che piangono o giocano o lanciano i giocattoli. La ganenet dice che domani ci sarà il distacco. Si va in giardino e i bambini giocano. A quel punto vado dalla ganenet e le chiedo se posso parlarle.. e le dico: scusami ma non ho capito bene, vorresti dirmi che domani 20 e più bambini contemporaneamente dovranno salutare la mamma? non conoscono neanche le educatrici e con quella confusione come pensate di gestire tutti questi bambini che piangono? e mi risponde: ci arrangiamo. Allora le dico, scusami io vengo dall'Italia, so che tante cose culturalmente sono diverse, ma ora ti dico come funziona da noi: ogni settimana arrivano 1 o 2 bambini nuovi che in un ambiente sereno e tranquillo cominciano l'inserimento seguiti dalla ganenet. Ah mi dice qui non è così. Torno molto perplessa a casa e già per la strada mi dico. NO. Non è possibile.. questa non è educazione, questa non è una cosa buona, è un trauma. Mollare lì bambini come pacchi non è il sistema giusto. Ogni bambino è un'anima, è diverso e ha bisogno di calore, ha bisogno di essere seguito, ha bisogno di abituarsi poco alla volta a quel cambiamento radicale.. fino al giorno prima Ruth era a casa con me da quando è nata e ora dovrei lasciarla in un ambiente dove non sarà neanche considerata, perchè ci sono troppi bambini nuovi tutti insieme e sarà lasciata lì da sola? Mi sfogo con Edo raccontandogli quello che ho visto. Gli dico che io nostra figlia così non la voglio lasciare e lui condivide la mia opinione. La mattina dopo andiamo al nido con l'idea di parlare con direttrice, ma abbiamo comuinque deciso che non la inseriremo, almeno non subito. E mentre Edo è nella classe con Ruth che gioca io aspetto in coda per parlare con la direttrice e solo dopo entrerò a vedere e vedrò lo spettacolo educativo peggiore della mia vita.. un cumulo di bambini (rendo bene l'idea?) seduti intorno a un tavolo con il ciuccio, alcuni piangono, altri strillano, altri per terra vicino alla porta. Senza nessuna consolazione, senza nessun contenimento, lasciati lì da soli a chiedersi cosa hanno fatto di male perchè i genitori li hanno piazzati lì in un ambiente che non conoscono senza un adulto che possa aiutarli a superare questo momento di distacco. e dall'altra parte altri bambini piangenti e la ganenet lì con un pupazzo che canta la solita canzone che non frega niente a nessuno.. sono allibita, talmente tanto che per me questa è pura violenza. Mi dico.. non è possibile.. ricordo la dedizione che io e le mie colleghe mettevamo nell'assicurarci che ogni bambino potesse inserirsi in tranquillità.. mica mi mi sconvolgo perchè i bambini piangono e strillano, questo è normale. Mi sconvolgo che vengano lasciati lì soli tutti in massa, mi sconvolgo perchè questa non è educazione, ma diseducazione. Questi poverini si porteranno il trauma addosso per la vita. Dov'è l'affetto, il calore, dov'è il contenimento? dov'è l'attenzione per ogni singolo bambino? dov'è l'attenzione per ogni singolo genitore, anche quella conta! Io ho consolato diverse mamme,le ho rassicurate.. anche questo conta! l'inserimento a volte è più per la mamma che per i bambini. Parlo con la direttrice e le dico che sono sotto shok e io e Edo le chiediamo se condivide questo metodo, che per me è veramente criminale. Lei ci dà ragione, ma dice sono i genitori a volere questo. Troppo sconvolta portiamo Ruth a casa, perché non voglio neanche che veda queste scene che potrebbero rimanerle in testa. E così passo due giorni in cui non dormo la notte per il colpo che ho ricevuto su tutte le mie aspettative.. delusa, amareggiata e anche arrabbiata mi dico: è questa l'educazione in Israele? non posso pensarlo. Così mi convinco che c'è di meglio.. e comincio ad andare a vedere un nido dietro l'altro, sperando di vedere qualcosa di meglio. E fortunatamente trovo di molto meglio. Posti più piccoli dove i bambini sono più seguiti, dove si respira un'aria di serenità; posti dove l'attenzione viene dedicata a ogni bambino, dove al momento del distacco il bambino viene preso in braccio se piange, consolato, distratto. E già vedere tutto questo mi toglie un peso dal cuore..come dire.. c'è qualcosa di buono. C'è ancora l'educazione come si deve, anche se magari più spartana ok. Così abbiamo trovato BH un nuovo posto per Ruth.. un posto piccolino dove ci è sembrato che Ruth possa sentirsi a suo agio, in tranquillità, dove possa inserirsi poco alla volta, circondata da affetto e attenzione. Comincerà l'inserimento tra qualche settimana e non mi resta che sperare di non avere altre grandi sorprese…